Mediazione e riservatezza. Così imprese e cittadini risolvono serenamente i propri conflitti

Un’indagine del nostro Centro Nazionale Mediazione e Conciliazione rivela che la riservatezza é una delle caratteristiche che stanno favorendo la conoscenza e l’utilizzo della mediazione nella risoluzione delle controversie in campo imprenditoriale ma anche privato.

La crisi economica a cui sono da anni sottoposti cittadini e imprese ha dapprima inasprito la conflittualità, fino a giungere in un secondo momento ad un punto di esasperazione in cui si sta comprendendo l’importanza della mediazione o della negoziazione delle controversie, perlopiù innescate da posizioni debitorie.

Il “cambio di passo” nella gestione dei conflitti é stato confermato da una recente indagine del Centro Nazionale di Mediazione e Conciliazione a cui si rivolgono, con sempre maggior frequenza, aziende e privati per trovare soluzione soddisfacente delle proprie controversie. Il nostro organismo é accreditato dal Ministero della Giustizia e offre assistenza in tutta Italia, oltre che nelle sedi principali di Milano, Roma e Lecce, attraverso professionisti abilitati e competenti. “Uno dei tanti vantaggi della mediazione – afferma Massimo Maria Aprile, presidente del Centro – é la riservatezza. Si tratta di un elemento di cui si parla pochissimo ma che assume una rilevanza fondamentale nella fiducia che cittadini e imprese depongono a favore della mediazione come metodo ADR”. Il dovere di riservatezza, dell’organismo di mediazione e del mediatore che incontra le parti e facilità il dialogo e l’accordo, diventa in questi tempi di grave crisi una garanzia non trascurabile per aziende e cittadini. Uno dei pesanti fattori “psicologici” di un conflitto causato da posizioni debitorie delle parti é infatti la paura che avvenga una “svalutazione” pubblica della propria reputazione e della propria attività agli occhi dell’opinione pubblica. Si tratta di un fattore a volte ingiustificato ma che, per la cultura italiana, assume un importanza quasi primaria. Gestire un conflitto in assoluta riservatezza significa quindi, per la maggior parte delle aziende, mantenere stabile la barra della buona reputazione in modo da poter rimanere ancorati sul mercato e ripartire una volta posto rimedio ai problemi principali. Le cause giudiziarie, invece, oltre a non offrire i vantaggi della mediazione (rapidità, economicità, soluzione soddisfacente per entrambe le parti), rischiano di finire, anche casualmente, sotto i riflettori dei media e dell’opinione pubblica. Il timore che la gestione delle notizie possa generare danni d’immagine che si riflettano poi sul già complicato bilancio economico di un’azienda, spesso spaventa più della preoccupazione sull’eventuale esito negativo di una causa. Per questo, secondo l’indagine del Centro Nazionale Mediazione e Conciliazione, la possibilità di risolvere un conflitto in assoluta riservatezza é uno dei motivi per cui é in crescita l’adesione alla mediazione come metodo alternativo di risoluzione delle controversie.

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