Regolamento di mediazione

 

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Centro Nazionale di Mediazione e Conciliazione – Aprile Group s.r.l.

Via Adige n.°1 ang. Via Brenta – 73100 LECCE

www.cnmcaprilegroup.it

REGOLAMENTO DI MEDIAZIONE

(art.16, comma 3, d.lgs. 28/2010)

Aggiornato al 02 Febbraio 2015

In seguito all’entrata in vigore del D.M 4 Agosto n. 139

 

Articolo 1

Organi costitutivi dell’organismo

L’organismo è composto da un responsabile del procedimento, dai mediatori abilitati nominati, dalla segreteria e dal tesoriere.

Il collegio dei mediatori è costituito dal responsabile e dai mediatori e si riunisce periodicamente per relazionare l’attività e per deliberare le disposizioni organizzative interne.

L’organismo è dotato di una propria cassa, di cui è responsabile il tesoriere.

Il tesoriere si occuperà anche di attingere risorse al “fondo unico di Giustizia”, istituito dal Ministero della Giustizia.

La segreteria e la tesoreria seguono le disposizioni del regolamento e le disposizioni organizzative interne all’ufficio, deliberate dall’organismo.

 

Articolo 2

Campo di applicazione dell’organismo

L’organismo svolge attività di mediazione sia obbligatoria che facoltativa, nelle materie espressamente indicate dall’articolo 5 del d.lgs. 28/2010, nonchè di arbitrato.

Tali materie riguardano le controversie civili e commerciali ed è esclusa l’attività di mediazione per le controversie aventi ad oggetto diritti indisponibili delle parti.

Per lo svolgimento dell’attività si applicano le disposizioni del presente regolamento.

L’organismo s’impegna a comunicare al Ministero della Giustizia ogni variazione al presente regolamento.

 

Articolo 3

Organizzazione della struttura di mediazione

La struttura dell’organismo di mediazione denominato “Centro Nazionale di Mediazione e Conciliazione – APRILE GROUP s.r.l.” ha sede in Lecce alla via Adige n.°1 ang. Via Brenta.

L’organismo di mediazione si avvale del  personale proprio  di segreteria  del Centro Nazionale di mediazione e conciliazione .

L’assunzione di nuovi dipendenti, segretari dell’organismo, deve essere deliberata dall’organismo stesso e la spesa è sostenuta con la cassa dell’organismo di mediazione.

Articolo 4

Accesso alla mediazione

Alla mediazione può accedere chiunque, anche volontariamente, per la conciliazione di una controversia civile e commerciale vertente su diritti disponibili.

La domanda di mediazione può essere presentata dalla parte istante personalmente o con l’ausilio di un difensore presso la segreteria dell’organismo di mediazione, in duplice copia.

La domanda deve contenere:

a)   le generalità della parte richiedente con i recapiti telefonici ed elettronici ed il codice fiscale;

b)   le generalità e l’indirizzo della parte invitata alla conciliazione;

c)   una descrizione del motivo del contendere, una sintetica esposizione dei fatti e delle ragioni della pretesa;

d)   l’indicazione del valore della lite;

e)   i documenti che ritiene utili allegare.

La parte deve dichiarare di conoscere il regolamento dell’organismo.

La parte istante deve autorizzare il trattamento dei dati personali, esclusivamente per il procedimento della mediazione.

L’istanza ha la forma libera, purché contenga le indicazioni elencate.

È predisposto ed è disponibile al pubblico, presso la segreteria dell’organismo e sul sito informatico, un modello prestampato di domanda.

 

Articolo 5

Registro delle istanze

Le istanze sono numerate progressivamente in ragione d’anno e registrate in apposito elenco in ordine cronologico, determinato dal deposito.

L’istanza è esente da imposta di bollo, tassa e diritti di qualunque natura.

Il registro, anche informatico, degli affari di mediazione, contiene le annotazioni relative al numero d’ordine progressivo, i dati identificativi delle parti, l’oggetto della controversia, il nominativo del mediatore designato, la durata del procedimento e il relativo esito.

Ulteriori registri o annotazioni possono essere stabiliti con determinazione del responsabile.

A norma dell’articolo 2961, primo comma, del codice civile è fatto obbligo all’organismo di conservare copia degli atti dei procedimenti trattati per almeno un triennio dalla data di esaurimento del mandato.

Articolo 6

Designazione del mediatore

La segreteria provvede a trasmettere le istanze al responsabile dell’ufficio, per la designazione del mediatore incaricato.

Il responsabile sceglierà il nominativo secondo criteri di turnazione e secondo le competenze specifiche dei mediatori attuando criteri inderogabili predeterminati rispettosi della specifica competenza professionale del mediatore designato, desunta anche dalla tipologia di laurea posseduta, nonché del numero di mediazioni svolte assegnando a ciascun mediatore un punteggio da 1 a 10 così individuato

a. Per tipologia di laurea posseduta:

punti 3 per laurea in materie giuridiche od economiche

punti 2 per laurea in altre materie 

punti 1 per diploma di secondo grado

 

b. Per mediazioni svolte

punti 1 per numero di mediazioni svolte tra 1 e 25

punti 2 per numero di mediazioni svolte tra 26 e 50

punti 3 per numero di mediazioni svolte tra 51 e 100

punti 4 per numero di mediazioni svolte tra 101 e 200

punti 5 per numero di mediazioni svolte tra 201 e 500

punti 10 per numero di mediazioni svolte oltre 501

 

Nell’istanza di mediazione non obbligatoria, ma volontaria delle parti, se le parti dichiarano di comune accordo di volere scegliere un mediatore per particolari capacità o conoscenza di materia, la scelta è accordata, perché l’accesso alla mediazione volontaria è rimessa alla discrezionalità delle parti.

L’organismo consente gratuitamente il tirocinio assistito per i mediatori che ne faranno richiesta.

 

Articolo 7

Procedura telematica

È ammessa la registrazione telematica dell’istanza sul sito ufficiale dell’organismo: www.cnmcaprilegroup.it o a mezzo posta elettronica certificata.

In tal caso, l’istante per registrarsi dovrà compilare il modello telematico, fornendo i dati richiesti e prestando il consenso all’informativa relativa al trattamento dei dati. L’istante indica l’indirizzo di posta elettronica cui possono essere inviate le comunicazioni della segreteria.

 

Articolo 8

Durata del procedimento

Il procedimento di mediazione non può avere durata superiore di tre mesi.

Il termine decorre dalla data di deposito della domanda di mediazione.

La data di conclusione coincide con il verbale positivo o negativo che termina la procedura.

Non sono concesse proroghe dilatorie, ad istanza delle parti.

L’esito negativo di un procedimento, anche per assenza delle parti, non esclude la proposizione di altra istanza, essendo l’accesso alla mediazione attribuito anche alla volontà delle parti.

 

Articolo 9

Procedimento

Il mediatore incaricato cura la procedura di conciliazione nel rispetto delle disposizioni delle norme del decreto legislativo n.28 del 4 marzo 2010 e successive modifiche ed integrazioni

In seguito al deposito dell’istanza, la segreteria comunica negli indirizzi indicati o con modalità telematiche, il provvedimento di fissazione della data dell’incontro, allegando per la parte invitata a comparire, anche la copia dell’istanza.

La segreteria deve curare la spedizione e deve accertarsi della avvenuta ricezione.

Il procedimento si svolge senza formalità presso la sede dell’organismo o nelle sedi secondarie dello stesso,  nel rispetto del regolamento, della legge e dell’ordine pubblico.

Nei casi di cui all’art. 5, comma 1, del d. lgs, il mediatore svolge l’incontro con la parte istante anche in mancanza di adesione della parte chiamata in mediazione, e la segreteria dell’organismo può rilasciare attestato di conclusione del procedimento solo all’esito del verbale di mancata partecipazione della medesima parte chiamata e mancato accordo, firmato dal mediatore ai sensi dell’art. 11, comma 4 del d.lgs.

Il mediatore si adopera affinché venga raggiunto l’accordo amichevole di definizione della controversia.

Il mediatore professionista potrà sentire le parti congiuntamente o, se lo ritenga opportuno, separatamente.

Le parti dovranno intervenire agli incontri personalmente o tramite un procuratore informato sui fatti e munito di mandato speciale a conciliare. Le parti possono farsi assistere da tecnici di fiducia. Le parti devono presenziare al procedimento con i loro avvocati, muniti di necessari poteri.

Nelle controversie che richiedono specifiche competenze tecniche il responsabile dell’ufficio può nominare anche un mediatore ausiliario al mediatore incaricato.

Il mediatore designato, a sua volta, può designare consulenti d’ufficio, quando il procedimento richiede particolari competenze tecniche, scegliendo fra le liste dei consulenti iscritti presso il tribunale di appartenenza.

Quando non è raggiunto l’accordo alla prima udienza, il mediatore può formulare una proposta  di mediazione  anche in assenza della parte invitata, ed informa le parti delle conseguenze sulle spese legali nel successivo procedimento giurisdizionale, qualora la proposta rifiutata sia contenuta nella decisione del giudice.

La proposta di conciliazione è comunicata alle parti per iscritto, a mezzo della segreteria e le parti possono entro sette giorni far pervenire l’adesione o il rifiuto, sempre per iscritto tramite segreteria dell’organismo.

Il procedimento termina con verbale positivo o negativo, ai sensi del successivo articolo del presente regolamento.

Al termine di ogni mediazione a ciascuna parte viene consegnata una scheda di valutazione del servizio e la stessa viene trasmessa per via telematica al responsabile a mezzo di posta elettronica certificata.

Articolo 10

Termine della procedura di mediazione

Il procedimento di mediazione termina con esito positivo quando è raggiunto l’accordo fra le parti; altrimenti, termina con esito negativo quando non è raggiunto l’accordo o quando è assente la parte invitata.

Il verbale di accordo è sottoscritto dalle parti innanzi al mediatore, che certifica l’autografia della firma, previa identificazione delle parti.

Nel caso di accordo avente ad oggetto atti per i quali è obbligatoria la trascrizione il mediatore manda le parti per l’autentica innanzi al cancelliere dirigente del tribunale o al segretario comunale.

Il verbale di accordo contiene anche le modalità per l’esecuzione, il termine ed eventuali penali per il ritardo o l’inadempimento e costituisce titolo esecutivo per l’espropriazione forzata, l’esecuzione in forma specifica e l’iscrizione d’ipoteca giudiziale.

Nel verbale di mancato accordo (c.d. verbale negativo) il mediatore formula la proposta rifiutata e fa procedere le parti alla sottoscrizione, nonché egli provvede all’autentica della firma.

Il verbale è depositato presso la segreteria dell’organismo dell’ente e la parte interessata ne può ottenere il rilascio di copia.

Tutti gli atti, i documenti ed i provvedimenti relativi al procedimento di mediazione sono esenti da imposta di bollo, tassa e diritto.

 

Articolo 11

Obbligo d’imparzialità

Il mediatore incaricato deve sottoscrivere per ciascuna procedura una dichiarazione d’imparzialità, in cui attesta la sua assoluta indipendenza ed imparzialità rispetto alle parti, nonché la sua neutralità ed assenza di qualsiasi interesse attuale o passato rispetto alle controversie assegnategli.

La dichiarazione è redatta nella forma dell’atto notorio, sotto la propria responsabilità.

Qualora il mediatore dichiari di non accettare l’incarico per motivi d’interesse o conoscenza personale delle parti, rimette il fascicolo al responsabile dell’organismo che procede ad assegnare ad altro professionista la procedura, secondo i criteri di designazione del presente regolamento.

Articolo 12

Inutilizzabilità delle informazioni e segreto professionale

Per l’eventuale diffusione di notizie ed informazioni relative ad un procedimento, al fine di essere utilizzate in altra sessione di procedimento di mediazione, il mediatore si deve fare autorizzare espressamente dalle parti.

È fatto divieto al mediatore anche di testimoniare nel futuro giudizio sulle dichiarazioni rese dalle parti nel procedimento, ed, in tal caso, deve dichiarare di essere tenuto al segreto professionale imposto dall’articolo 10, comma 2 del d. lgs. 28/2010.

Il responsabile per il trattamento dei dati utilizzati nei procedimenti di mediazione iscritti nel registro di quest’organismo è il responsabile dell’ufficio.

 

Articolo 13

Obbligo di privacy per le parti del procedimento

Le parti non possono diffondere gli atti e le informazioni relative al procedimento.

In particolare non possono diffondere:

a)   qualsiasi documento, dichiarazione o comunicazione proveniente da una delle parti, a meno che tali documenti siano pubblici o possano essere ottenuti autonomamente dalla procedura di mediazione;

b)   qualsiasi documento relativo alla proposta del mediatore; o le sue proposte verbali per tentare la mediazione;

c)   le proposte di transazione fatte da una qualsiasi delle parti durante la procedura di mediazione;

d)   i fatti narrati nel corso della procedura.

Né il mediatore, né il personale dell’ufficio, potrà essere considerato responsabile per qualsiasi atto o omissione operato dalle parti e relativo alla procedura di mediazione.

 

Articolo 14

Efficacia esecutiva del verbale di accordo

Ad istanza delle parti, i verbali di conciliazione saranno depositati unitamente all’istanza di omologazione, presso la cancelleria del presidente del tribunale del circondario in cui ha sede l’organismo.

Il verbale omologato acquista efficacia esecutiva.

Il presidente del tribunale, a mezzo della cancelleria trasmette al responsabile dell’organismo di mediazione copia dei provvedimenti di diniego di omologazione dei verbali di conciliazione conclusi tramite l’organismo.

Presso la segreteria è istituito apposito registro dei verbali di intervenuta conciliazione, numerati e con l’annotazione della intervenuta omologazione.

Articolo 15

Compensi dei mediatori e degli ausiliari

La procedura di mediazione è esente da bolli, diritti, tasse e spese, anche per il servizio postale. L’avvio della procedura è esente da bolli diretti e tasse.

Le copie sono esenti da diritti.

Il verbale di accordo è esente da imposta di registrazione sino al valore di euro 50.000,00

All’organismo di mediazione è dovuta l’indennità di legge, prevista dallo specifico decreto ministeriale, 4 Agosto 2014 n. 139.

Se all’esito del primo incontro il procedimento di mediazione si conclude per mancato accordo, nessun compenso è dovuto all’Organismo di mediazione, nell’ipotesi, invece, in cui una parte costituita nel procedimento chieda un rinvio a qualsivoglia titolo e l’altra, o le altre parti, acconsentano, nonché se il rinvio venga chiesto congiuntamente matureranno le indennità previste secondo lo scaglione di riferimento delle tabelle ministeriali.

A partire dal 01 Settembre 2012,  il  verbale di chiusura del procedimento di mediazione verrà  consegnato alle parti  solo ed esclusivamente  a seguito del pagamento integrale delle indennità.

In esecuzione dei decreti del Ministero della Giustizia, l’organismo approva e rende pubbliche le tabelle delle indennità spettanti ai mediatori professionisti, nel limite massimo di euro 9.200 stabilito dal decreto ministeriale.

Ai mediatori spetta un compenso pari al 50% dell’importo totale dovuto per le spese di mediazione, ad eccezione delle spese di avvio.

Nelle controversie che richiedono specifiche competenze tecniche, qualora l’organismo si avvalga di esperti iscritti negli albi dei consulenti presso i tribunali, il loro compenso viene determinato secondo le tariffe professionali, se esistenti o diversamente concordato dalle parti.

L’ammontare delle indennità può essere rideterminato ogni tre anni in riferimento alle variazioni Istat, ai sensi dell’articolo 17 d.lgs. 28/2010.

 

Articolo 16

Accesso al patrocinio gratuito

È consentito l’accesso al gratuito patrocinio alla parte che versa nelle condizioni di disagio economico e nei limiti previsti dagli articoli 76 e seguenti del D.P.R. 30 maggio 2002, n.115.

Ciò in ottemperanza di quanto disposto dall’articolo 17, comma 5 del d.lgs. 28/2010, che prevede, per tutti i casi in cui il tentativo di mediazione è obbligatorio, la possibilità di essere esonerati dalla corresponsione dell’indennità per la parte che si trova nelle condizioni per l’ammissione al patrocinio alle spese dello Stato.

La parte che intende accedere al beneficio deve depositare presso l’organismo di mediazione apposita istanza, contenente le indicazioni del procedimento per il quale chiede di essere esonerata dal pagamento delle indennità e deve depositare apposita autocertificazione di essere nelle condizioni di disagio di cui all’articolo 76 del d.P.R. 115/2002 (t.u. delle spese di giustizia).

La firma della parte in calce a tale autocertificazione deve essere autenticata dal mediatore stesso, che istruisce il procedimento.

A richiesta dell’ufficio, ed a pena d’inammissibilità del beneficio, la parte deve depositare la documentazione occorrente a comprovare la veridicità di quanto dichiarato.

L’organismo di mediazione provvederà a trasmettere le istanze al Ministero della Giustizia, per il rimborso delle indennità

Articolo 17

Elenco dei mediatori e requisiti di qualificazione professionale

Presso la segreteria dell’organismo è istituito l’elenco dei mediatori.

I mediatori si dichiarano disponibili al servizio mediante distinte dichiarazioni di disponibilità allo svolgimento del servizio.

Il numero minimo di mediatori fissato per l’esercizio delle attività è di cinque.

Ogni eventuale modifica, deliberata dall’organismo, sarà comunicata al responsabile del registro degli organismi abilitati al servizio di mediazione, presso il Ministero della Giustizia.

L’aspirante mediatore, per l’iscrizione nell’apposito albo deve presentare domanda presso la segreteria dell’organismo, allegando i titoli preferenziali.

I titoli preferenziali:

  • attestato di partecipazione ad apposito corso accreditato dal Ministero;
  • l’aver ricoperto la carica di magistrato, anche onorario;
  • l’aver svolto l’attività di professore universitario in materie giuridiche;
  • l’avere svolto la professione forense per un minimo di 15 anni;
  • l’aver redatto pubblicazioni giuridiche.

Requisiti per l’iscrizione all’albo sono:

  • non avere riportato condanne definitive per delitti non colposi o a pena detentiva, anche per contravvenzione;
  • non avere riportato condanne a pena detentiva, applicata su richiesta delle parti, non inferiore a sei mesi;
  • non essere incorso nell’interdizione perpetua o temporanea dai pubblici uffici;
  • non essere stato sottoposto a misure di prevenzione o di sicurezza;
  • non avere riportato sanzioni disciplinari diverse dall’avvertimento.

L’elenco dei mediatori è trasmesso al Ministero della Giustizia, così come è comunicata ogni variazione del numero o delle persone.

L’elenco dei formatori per la mediazione, invece, è istituito presso il Ministero della Giustizia.

Il mediatore non può essere iscritto in più di tre organismi.

 

Articolo 18

Cause di incompatibilità dell’esercizio dell’attività di mediatore

Il mediatore, in possesso dei requisiti per l’esercizio della professione, non può esercitare professioni incompatibili con la natura d’imparzialità tipica della figura del mediatore.

Non possono esercitare la professione di mediatore nell’ambito della circoscrizione territoriale in cui operano i giudici di pace, finché dura il loro mandato, perché non possono svolgere la conciliazione in forme e modi diversi da quelli stabiliti dall’articolo 322 del codice di procedura civile.

Articolo 19

Diritto di accesso delle parti al procedimento di mediazione

Le parti hanno diritto di accesso agli atti del relativo procedimento che il responsabile, designato dall’ente o organismo, è obbligato a custodire in apposito fascicolo debitamente registrato e numerato nell’ambito del registro di cui all’articolo 4 del presente regolamento.

I dati personali e sensibili, sono trattati nel rispetto delle disposizioni del decreto legislativo 30 giugno 2003, n.196, recante “Codice in materia di protezione dei dati personali”.

 

Articolo 20

Responsabilità del servizio di mediazione

Il mediatore designato deve eseguire personalmente la sua prestazione; della sua opera risponde anche l’ente o l’organismo di appartenenza.

L’organismo di mediazione è assicurato, con polizza assicurativa, per le conseguenze economiche derivanti dall’esercizio dell’attività di mediazione.

Il responsabile del procedimento di mediazione è responsabile per il trattamento dei dati personali.

 

Articolo 21

Legge applicabile

La mediazione è regolata e produce gli effetti stabiliti dalla legge applicabile in Italia.

 

CODICE ETICO

(allegato al regolamento)

 

NORME DI COMPORTAMENTO DEL MEDIATORE

 

1)   Il mediatore si impegna a svolgere l’attività secondo le norme di regolamento dell’organismo e secondo le norme di legge di cui al d. lgs. 4 marzo 2010, n.28.

2)   Il mediatore che accetta l’incarico deve essere certo di poter assolvere il proprio compito con la competenza richiestagli e secondo le sue personali qualificazioni personali.

3)   Il mediatore, allo scopo di garantire l’imparzialità, deve rimanere indipendente per tutto il corso della procedura arbitrale e deve informare immediatamente il responsabile di possibili pregiudizi nell’attività di mediazione.

4)   Il mediatore, nello svolgimento della propria funzione deve formulare le proposte di mediazione nel rispetto della legge e delle norme imperative.

5)   Il mediatore deve rispettare le disposizioni organizzative e le comunicazioni del responsabile dell’ufficio.

6)   Il mediatore deve astenersi dall’attività di mediazione quando ha rapporti personali con le parti o quando ha interesse all’affare in oggetto della mediazione.

7)   Il mediatore per ogni singolo affare ha l’obbligo di sottoscrivere una dichiarazione d’imparzialità ai sensi dell’articolo 14, comma 2 del d. lgs. 28/2010.

8)   Il mediatore può avvalersi dell’aiuto di tecnici, nominati fra gli elenchi dei consulenti di ufficio presso i tribunali e deve essere imparziale nella scelta degli stessi; gli incarichi devono essere distribuiti ai sensi dell’articolo 22 delle disposizioni attuative del codice di procedura civile.

9)   Il mediatore nel proporre l’accordo conciliativo non può influenzare le parti sulla loro determinazione, facendo intendere quale sarà l’esito del giudizio.

10)               Durante la durata della procedura di mediazione il mediatore deve evitare ogni comunicazione al di fuori dell’ufficio dell’organismo con le parti e, nel caso di comunicazioni necessarie, ne deve informare il responsabile e richiederne il parere.

11)               Il mediatore non può comunicare al di fuori del procedimento, alle parti, o ai loro difensori, le notizie relative al procedimento arbitrale.

12)               Il mediatore ha il dovere di riservatezza a tutte le informazioni apprese durante il procedimento di mediazione e relativamente alle dichiarazioni rese dalle parti; i dati personali possono essere utilizzati solo ed esclusivamente per il procedimento di mediazione.

13)               Per eventuale diffusione di notizie ed informazioni relative ad un procedimento, al fine di essere utilizzate in altra sessione di procedimento di mediazione, il mediatore si deve fare autorizzare espressamente dalle parti.

14)               E’ fatto divieto al mediatore di testimoniare nel futuro giudizio sulle dichiarazioni rese dalle parti nel procedimento, ed in tal caso deve dichiarare di esser /tenuto al segreto professionale imposto dall’articolo, comma del d.lgs.

15)               Il mediatore non può proporre o accettare alcun accordo diretto con le parti relativamente al pagamento delle proprie competenze, né relativamente alla determinazione del compenso.

16)               Il mediatore non può accettare compensi dalle parti.

17)               Nello svolgimento del procedimento di mediazione, il mediatore deve favorire un sereno e proficuo svolgimento della procedura. Deve stabilire i tempi e modi dei rinvii in modo da consentire la presenza e la partecipazione delle parti.

18)               Il mediatore che non rispetta le norme del codice etico dell’organismo, può essere sostituito o revocato dall’organismo, con apposito provvedimento motivato.